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venerdì 18 ottobre 2013

Tensione e Corrente



La differenza di potenziale o tensione che si misura in volt (V) è l'energia necessaria per portare una carica da un punto a un altro; la corrente che si misura in Ampere (A) è la quantità di carica (di elettroni in sostanza) che scorre nel circuito.



Una metafora è quella di considerare l'intensità l'equivalente della portata di un condotto d'acqua e la differenza di potenziale come la pressione.





Ad esempio una batteria che contiene un acido che reagisce con due metalli. La batteria ha due poli, uno positivo e uno negativo se a questi poli non viene collegato nulla, la tensione non si manifesta. la si misura solo nel momento in cui ci colleghiamo un carico; es. una lampadina. a questo punto si crea tra i due poli una differenza di potenziale, (come nel caso dei vasi comunicanti ma con differenti livelli) in quel momento la batteria genera dei flussi di elettroni a causa della sua composizione, (acido/metalli). questo flusso è la tensione. nello stesso tempo però, la lampadina ha una resistenza propria dovuta al suo filamento interno. Questa resistenza genera questa differenza.

Prima legge di Ohm



In fisica, la legge di Ohm, il cui nome è dovuto al fisico tedesco Georg Simon Ohm, esprime la relazione di proporzionalità tra la differenza di potenziale elettrico ai capi di un conduttore elettrico e l'intensità della corrente elettrica che lo attraversa. La costante di proporzionalità è la resistenza elettrica.

Una seconda relazione (spesso denominata erroneamente "seconda legge di Ohm") permette di calcolare la resistenza di un materiale a partire da resistività, lunghezza e sezione.

l'intensità di corrente è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale e inversamente proporzionale alla resistenza.

I (intensità) = V (diff. di potenziale) fratto R (resistenza) .

da cui si ottengono le formule inverse:

V=I x R

R=V fratto I



Prima legge di Ohm: In un conduttore metallico l'intensità di corrente (a temperatura T costante) è direttamente proporzionale alla tensione applicata ai suoi capi e inversamente proporzionale alla resistenza del conduttore.

Se R è la resistenza del conduttore,

V la differenza di potenziale nel circuito agli estremi della resistenza,

I l'intensità di corrente,

valgono le segueti relazioni, espresse nella legge di Ohm (a temperatura T costante):



R = V / I V = R•I I = V / R

Prima Legge di Ohm

Leggi di Kirchhoff



Le leggi di Kirchhoff sono due relazioni connesse con la conservazione della carica e dell'energia nei circuiti elettrici a parametri concentrati. Furono formulate da Gustav Robert Kirchhoff nel 1845 a seguito di esperimenti empirici e precedono storicamente le ben più complesse e generali equazioni di Maxwell.



I° principio di Kirchhoff (ai nodi)

La somma delle correnti entranti in un nodo è uguale alla somma delle correnti uscenti cioè: la somma algebrica delle correnti che interessano un nodo è uguale a zero.



II° principio di Kirchhoff (alle maglie)



La somma algebrica delle forze elettromotrici (f.e.m.:i generatori) e delle cadute di tensione (c.d.t: le differenze di potenziale ai capi di ogni singola resistenza) che si incontrano in una maglia è uguale a zero.